Decimo concerto della stagione estiva

Il Teatro Verdi, si congeda con la popolazione dopo la ripresa delle attività per la pausa estiva. La fondazione nei mesi estivi, ha costruito una vera e propria “stagione sinfonica 2.0” 10 concerti che hanno ben saputo metter in risalto le mille sfaccettature del teatro dove compagini interne si sono intersecate con nomi di prima qualità come ad esempio Daniela Barcellona. Ieri sera il concerto conclusivo prevedeva pagine sinfoniche e grandi pagine corali, come le Danze Polovesiane dall’opera Il principe Igor.

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©Fabio Parenzan/Teatro Verdi di Trieste

L’apertura è stata affidata a louverture da I maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner. Il gesto del maestro Paolo Longo è stato chiaro sin da subito, ogni piccolo movimento era una pennellata di mille colori, il positivismo e grandi masse sonore portano l’ascoltatore verso una sensazione di benessere che grazie al Covid19 non siamo più abituati. La seconda pagina del concerto vedeva la prima suite dall’opera Peer Gynt di Edvard Grieg, in questa lettura si son ben notate le differenze tra chi vede la partitura solo in verticale o chi (come il M°Longo) l’affronta anche in orizzontale. La lettura dei 4 tempi è meticolosa, ogni nota ha il suo significato e nulla è lasciato correre. Emozionante il finale del primo movimento quando è bastato un semplice sguardo del direttore per rendere un crescendo omogeneo ed elegante.

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Terzo brano della serata è stato Ma Mère l’Oye di Maurice Ravel, suite pianistica scritta nel 1908, che successivamente fu pensata e strumentata per orchestra. Ravel,come tutti sanno è un maestro della strumentazione e la sua musica e di difficoltà estrema. L’orchestra del Teatro ha ben saputo disimpegnarsi in questo racconto “fanciullesco” con leggerezza sia nei archi che nei fiati,  segnalo la grazia del glissato del primo violino , il morbidi pizzicati del primo contrabbasso e la compattezza sonora dei fagotti.Chiudeva in la parte sinfonica della serata il celebre Una notte sul monte Calvo di Modest Musorgskij dove l’orchestra ha portato a termine un ottima esecuzione.

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©Fabio Parenzan/Teatro Verdi di Trieste

La seconda parte del concerto vedeva l’aggiunta del coro della fondazione con due pagine dal repertorio operistico, Patria oppressa dal Macbeth e le Danze Polovesiane  dall’opera Il principe Igor. La compagine corale è stata preparata egregiamente dalla maestra Francesca Tosi, anche se la disposizione del coro causa Covid19 non ha reso totalmente le potenzialità vocali. Il teatro Verdi, ha ben saputo uscire a testa alta dal brutto periodo del Lockdown affidandosi alle forza delle sue maestranze, ma ancora di più a due “gioielli”  ovvero il m°Longo e la m°Tosi. L’orchestra assieme al m° Longo ha un gran feelings che rende ogni concerto denso di musica quella con la M maiuscola.  La m° Tosi ha saputo dimostrare grinta e personalità nell’esecuzione del repertorio corale con ottime performance nei concerti dedicati. Il Verdi ora chiude per la pausa estiva, ma sappiamo già che domenica 13 settembre la stagione riapre e speriamo senza troppi impedimenti causati dal Covid19.

Matteo Firmi

Trieste, 7 agosto 2020

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